Il Libro e l’Editor

Copyright Romano Giannini

Narrativa italiana moderna

prima edizione : dicembre 2009

seconda edizione : gennaio 2010

capitoli 17, pagine 328

prezzo Euro 20,00 (non è in vendita)

I libri di Romani Giannini : questo

 

L’Editor, in seconda di copertina

C’era una volta un mondo che oggi non riusciamo più a immaginare, fatto di memoria, passioni, risate e toscanità.

C’era un mondo in cui dietro casa c’erano i prati e ci si giocava a calcio con gli amici, in cui a quattordic’anni s’era già uomini belli e fatti, pronti per la scelta tra scuola e lavoro. C’era un mondo in cui i padri avevano fatto sicuramente la seconda se non addirittura anche la prima, ed erano dritti e atletici e allenavano i ragazzi del rione. Era, a suo modo, un mondo tutto nuovo, ricostruito da capo cercando di dimenticare le miserie e gli orrori della guerra, la violenza dei tedeschi e la distruzione dei bombardamenti. Nuova era la democrazia, nuova la Topolino balestra lunga, nuovi i dischi americani, il jazz e The Voice – indubbiamente il migliore. Era il mondo di Bartali e dei ragazzini che sognavano la sua bicicletta, il mondo di Rose di PIcardia e dei lenti ballati con una mano in avanti, perché lui non s’avvicinasse troppo. Era il mondo in cui i primi amori si consumavano tenendo la fanciulla per la mano, e questo garantiva per gli anni a venire una strepitosa, per gli amici, e straziante, per le ragazze, cattiva nomea, quando se ne fosse tenuta per mano più d’una.

Era il mondo in cui gli uomini diventavano tali al casino, e in questo c’era una sorta di romanticismo che non siamo più in grado di capire. Era il mondo in cui per uscire da solo con una ragazza dovevi prima fidanzarti in casa, e ce ne voleva per riuscire a varcare quel portone, fare la “chiesta” e portarla al cine, finalmente soli, a vedere Gregory Peck e Jennifer Jones, e metterle un braccio attorno alle spalle.

Ho paura che mi prenda per il culo è il ritratto di un mondo nuovo che nasce e cresce, visto attraverso gli occhi di chi, in quegli anni, era entusiasta e creativo e ridanciano. Era in buona sostanza un cecinese dòcche, e cioè un irresistibile dissacratore, controcorrentista, anarchico verso il potere e vaffanculista. Sia chiaro, detto alla cecinese, quindi senza insulti di sorta. Uno che ha frequentato al bàrre oltre alla scuola di vita anche quella di sfottò, una formazione che non si dimentica più e che serve non poco a galleggiare. “Poche volte avrete riso così tanto in vita vostra”.

Questo è un libro che ha il grandissimo pregio di essere scritto da uno che di mestiere non fa lo scrittore, e che dunque non si fa troppi problemi a parlare con le sue, di parole, e a restituirci una lingua vera e schietta, la stessa che è stata per gli anni poi a venire la lingua delle sue sfide e delle sue vittorie.

Francesca Parravicini