Extra

Nel passato ho scritto parecchio, un po’ per me e un po’ per qualche “testata” (sempre con pseudonimi).

Non sempre però scrivevo con le “mie parole in Cecinese”.

E la differenza si vede!  Ma almeno, fino all’uscita del libro e delle notizie collegate, nessuno sapeva chi ero (che gioia!).

A questo punto mi sembra quasi doveroso  far vedere  qualche “pillola” (pochissime)

per meglio far conoscere chi sono:

 

 

 

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2 "pezzi" dal rotocalco mensile "Telereggio" con pseudonimo Richy Brodo (del '73 e '74)

 

 

 

 

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Un "pezzo" sulla Gazzetta di      Reggio per l'addio del cav. lav.  Rainero Lombardini (a firma "gli amici del martedi") - dicembre 2003

 

 

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Dal  "San Valentino News" Organ   House del San Valentino Golf Club - agosto 90

 

 

 

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Un piccolo ritaglio su TuttoReggio(Natale 91) : poche righe di      un'intervista di 3 pagine

 

 

La credenziale della quale vado   più fiero : una lettera del       Procuratore della Repubblica dr.  Franco Marani

 

 

 

A Cecina Mare io a 9 mesi con Tosca, la mi' povera mamma e Tripoli, il mi'  babbo: con la bicicletta col portabagagli e il fiasco del vino, quando al   mare ci si andava in pochi! (Estate del 1936)

 

Nel giardino di casa, a Carpi, con la mia primogenita Monica (1959)

 

 Dal 1936 al 2014, cinque sole fotografie in 78 anni

 

 

Io e il mi' babbo al S.Valentino Golf Club in   occasione del matrimonio di Riccardo e Federica (2006)

 

Quattro generazioni Giannini nel mare di Cecina (quello vero, quello blu): Tripoli, io, il mi'  figliolo Riccardo e i nipotini Leonardo e       Lorenzo (2012)

 

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Con Tripoli, il mi' babbo bersagliere, al       compleanno dei 102 anni! (2014)

 

 

 

Due “pezzettini” da un appuntamento in 42 puntate con pseudonimo Rommel   (Free_Press Toscano)

 

“E’GGIA’ QUATTR’ANNI……E NON SI PIPA PIU'” (1a puntata)

(quando il dottore prescrive i medicinali ma ‘un gliene frega un cazzo delle controindicazioni)

Il beta bloccante è diventato un BEGA BLOCCANTE. E ora posso solo dare consigli : andate in culo ai dottori e non prendete mai la pasticca per la pressione! Meglio morire all’improvviso che ritrovarsi a guardare il “procreatore” che ormai è diventato un piccolissimo colibrì che sa solo pisciassi addosso.

Accadde tutto una sera in un Ristorante, nell’entroterra di Parma.

Era martedì perchè era una sera riservata agli “amici del martedì”; Gli amici che tutti i martedì, trentacinque sopra o venti gradi sotto, salvo febbre a 40 o morto in casa, si ritrovavano all’Osteria, quasi sempre la stessa, quella fissa; Ma qualche volta, per dàrretta a qualche rompipalle desideroso  di trovare altri siti fuori provincia, l’accontentavamo   e ci trasferivamo, quasi sempre col magone (vuoi mettere  il nostro posto fisso dove siamo considerati padroni assoluti e dove portiamo anche il nostro cuoco, il vice cuoco e un assistente di sala?). Quel martedì  s’èra fissata la cena in un ristorante panoramico nei dintorni di Parma (sai che panorama!). Tutti a tavola in tantissimi perchè si erano aggiunti altri amici, “quelli del giovedì”, che, poveracci, stavano diventando sempre meno a causa di una loro personale epidemia denominata “l’annuale”, perchè ne moriva uno all’anno (erano partiti negli anni sessanta in una quarantina ed erano rimasti quattr’anni fa in cinque o sei!). E per dargli qualche flebo di vita in più – dopo una ventina di richieste – li avevamo aggregati. Purtroppo però “l’annuale” ce l’hanno attaccata a noi e quei cinquossei sono ancora vivi mentre sei o sette dei nostri c’hanno lasciato. Ma tant’è, ormai alla nostra età non si sa piùbbene se è meglio continuare a stare al mondo o andare a trova’ quell’altri che c’aspettano e hanno già trovato l’osteria giusta.

Dice che il Signore è contento della compagnia e ogni tanto sta a cena con loro e sta daDDIO;  Quando gli chiedono nostre notizie, però sorride, non risponde e se ne va!.

Mentre assaggio il piatto degli antipasti l’occhio sinistro mi si annebbia e ci incomincio a vede’ meno; Chiudo   l’altro e non vedo più nulla, solo strisce di nebbia e fumo (così  mi sembra!) e lo dico ad alta voce : “non vedo più ‘na sega, cos’è successo?”. Vedo gli amici preoccuparsi e i medici (ce ne sono quattro o cinque) incominciano a borbotta’ fra loro e coi telefonini si danno daffa’  per farmi subito controlla’ dai colleghi Primari dell’Ospedale di Reggio Emilia………Continua

Martedì 5 Marzo 2013

Rommel

 

“ORA FO’ L’ASSAGGIATORE (22a puntata)

Ho fatto il produttore, l’assicuratore, l’editore, il distributore, l’imprenditore, il giocatore, l’organizzatore, il costruttore, lo scrittore……..e ora mi son ridotto affàll’assaggiatore.

Intendiamoci subito, per non incorrere in errori; Lo fò per gli altri e non per me; Sono molto generoso e lo fò per amore.

Stamani di bon’ora, per esempio : stavo pregando di fronte ai tanti Santini sparsi per la casa e all’improvviso, didietro, mi sento di’ : “apri bocca!”; Un cucchiaio di formaggio sfuso m’era entrato senza chiedermi il permesso; “com’è di sale?”; Confesso che ho risposto “ottimo”, sennò c’era il rischio di dover riaprire bocca di lì a qualche minuto. E io dovevo continuare a prega’ per tutti.

Passa una mezz’oretta e mi trovo in bagno a sciacquarmi prima di vestirmi e andare affa’ una giratina. Riècco la parola fatidica “apri bocca, senti com’è questa frittella di riso!”; C’avevo ancora il formaggio in bocca che non m’andava giù e all’improvviso la frittella dolce; Gli dò un morsino, convinto che per l’assaggio basti e rispondo subitissimo “ottimo”, ma ‘un fò a tempo a finire la parola che mi risento “apri bocca e mangiala tutta”; Mi sembra una buona cosa e rispondo “grazie amore”.

Stò per uscire per la giratina intorno al quartiere ma la mi’ Signora mi grida : “fermo li’, assaggia questo pasticcio di fegato per i crostini”. Non faccio attèmpo a pensà agli assaggi precedenti che mi trovo in bocca una cucchiaiata di patè fatto in casa. Rispondo con la bocca piena “ottimo” e aggiungo “bravissima”perchè a questo punto l’amore non basta!

S’arriva a mezzogiorno e mezzo e sono pronto a sdraiarmi un po’ e aspettare figli e nipoti per il pranzo della domenica, ascoltando un po’ di musica anni cinquanta. Passa un quarto d’ora e mentre sto leggendo la Gazzetta dello Sport, riappare la gran cuoca che mi rifà “apri bocca, senti com’è questo moscardino alla livornese”!; L’apro e rispondo in un battibaleno “ottimo”. Mi alzo di corsa e vado in cucina; Quest’ultima specialità la vorrei mangia’ tutta io da quant’èbbòna! Ma sono generoso e ne mangerò solo la mi’ parte; Sempre per amore.

Ogni piatto l’assaggio prima e ora che c’ho fatto l’abitudine mi sembra proprio un bel lavoro.

Faccio l’assaggiatore a tuttell’ore e sò contento.

Domenica 2 febbraio 2014 (la candelora)

Rommel